Luglio 10, 2014 In Leggi e provvedimenti

LOCAZIONE DI IMMOBILI: IN CASO DI SFRATTO PER MOROSITA’ IL LOCATORE PAGA COMUNQUE LE IMPOSTE

Con la circolare n. 11/E l’amministrazione finanziaria chiude le porte ai locatori di beni immobili non abitativi (categoria catastale C1 – negozi e botteghe). Infatti, in caso di sfratto per morosità, le imposte si pagano ugualmente.

Il quesito trae spunto dalla situazione di un locatore il quale, pur non riscuotendo i canoni da tempo, aveva sempre dichiarato il reddito da locazione azionando nel frattempo lo sfratto per morosità. In una situazione del genere si poneva l’interrogativo se il locatore potesse recuperare o meno le imposte versate sulla base di canoni di locazione mai riscossi effettivamente.

Con la suddetta circolare il Fisco interviene in maniera restrittiva richiamando l’art. 26 del Tuir che consente il recupero delle imposte soltanto per i fabbricati ad uso abitativo.

In virtù della citata normativa, infatti, i redditi fondiari sono imputati al possessore indipendentemente dalla loro percezione; con la conseguenza che i canoni di locazione, anche se non percepiti, formano ugualmente reddito imponibile nella misura in cui risultano dal contratto di locazione.

In conclusione, le imposte versate sui canoni di locazione non riscossi non possono essere recuperate dal locatore, neanche una volta intervenuta la risoluzione del contratto. Forse, anche alla luce dell’attuale momento di crisi economica, era lecito attendersi una interpretazione maggiormente estensiva da parte dell’amministrazione finanziaria.

Per vederci chiaro.

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Giuseppe Mecca

Impegnato oramai da anni nell’attività di tutela legale dei contribuenti interessati dalla riscossione a mezzo di cartelle di pagamento, posta in essere per mano dell’Agenzia delle Entrate Riscossione, ex Equitalia.

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